MARKETING ON LINE
By on Settembre 9th, 2008
MARKETING ON LINE
Le strategie relazionali della rete: web 2.0, social networking, mondi attivi 3d.
È Il workshop in programma per il 17 settembre (ore 16,30)
Intervengono Fabio Masetti – Esperto Enterprise Web 2.0, Maria Teresa Salvati – Strategic Planner WPP Londra, Robin Good – Esperto Cross-Media – MasterNewMedia e Ivano Tienforti – SCI Group - Mondi Attivi 3d
Questo che segue è l’incipit per un incontro che non sarà teorico ma teso a sviluppare intorno ad alcune parole chiave (tag!) delle operatività molto precise, con metodi e strategie di marketing.
Homo ludens
Già Jeremy Rifkin ha affermato che si sta passando dall’homo faber della società industriale all’ homo ludens, agile nel selezionare le informazioni per tradurle in valore. E’ un valore di scambio che sottende una relazione che con il web 2.0 si espande, moltiplicando all’ennesima potenza una dimensione ludica che oltre ad inventare società sta inventando un mercato ancora tutto da definire.
Gioco, dopotutto, é una delle migliori parole chiave per interpretare quella flessibilità psicologica che sottende la mutazione in corso sotto il segno dell’evoluzione tecnologica. Il gioco, in quanto motore della creatività, è il concetto che possiamo quindi permetterci di porre in stretta relazione con la comunicazione, nuova materia prima della società delle reti, il principio attivo di quella complessità interpersonale che conduce verso il superamento dei ruoli prestabiliti e delle competenze stabilizzate, in un mondo che sta mutando attraverso le promesse dei nuovi media.
Promesse che non si compiono da sole e che presuppongo un rilancio del gioco evolutivo, ludico e politico al contempo, secondo quel “bricolage antropologico” di cui parla Levi Strauss, quando indica il modo di assimilare i concetti nuovi usando gli oggetti sparsi nell’ambiente da esplorare, procedendo senza schemi prefissati, ma lasciando alla manipolazione delle cose e delle idee le opportunità combinatorie.
Tale procedimento si basa sul principio della condivisione dell’esperienza conoscitiva, cooperando con gli altri, attuando una sensibilità ludico-interattiva che pone al centro la serietà di un gioco che si traduce nel sapere sostanziale, quello fondato sull’esperienza.
Ciò significa investire le migliori risorse creative per conoscere ed interpretare l’ambiente condiviso, giungendo ad obiettivi non previsti, a soluzioni inaspettate.
In questo senso va rilanciata la dimensione ludica dell’esperienza sociale del comunicare per scoprire le caratteristiche della società in divenire.
Ambientarsi nel mondo digitale della molteplicità delle fonti informative significa proprio questo: usare il linguaggio in quanto strumento di conoscenza per fare società. Perché ciò accada bisogna però reinventare, intrecciandolo con i sistemi audiovisivi, il nostro rapporto con il linguaggio alfabetico, una delle più antiche tecnologie capaci di comunicare nel mondo, tra noi.
Alcune delle tag che vengono messe in campo sono:
Buzz , ovvero come rendere le idee e i brand, protagonisti del volume di conversazione on line.
Community ovvero come dagli user group, forum e blog si arriva al social networking.
Grassroot, ovvero come l’esperienza indipendente del media-attivismo traccia la strada dell’approccio ludico-partecipativo al web.
Metaverso, ovvero come la realtà virtuale on line può creare un ambiente immersivo d’inedita socialità.
Qui nel blog facciamo emergere le altre tag che troviamo pertinent!



fabio masetti ha aperto un nuovo post, relativo a questo campo tematico, qui
http://www.nextmediterranean.org/dietro-le-quinte-del-social-networking-una-conversazione/
Vi si trova la conversazione avviata su facebook.
Ma forse è meglio continuare ad intervenire agganciati a questo post che lancia il workshop, entrando nel merito delle tag che ho proposto.
Rilanciandone anche altre!
vorrei lanciare un altra tag: Marketing relazionale
Grazie Carlo per questa eccellente introduzione.
Il mio umile apporto a questa conversazione sulla convergenza fra marketing e social networking verte tutta su di un semplice assioma: nell’era del marketing one-to-one, il passa-parola, il credit e la reputazione nella community, hanno assunto un valore di marketing di un efficacia straordina anche quando comparate con le più costose campagne radio, stampa o TV.
La gente non si fida più dei brand propinati dai mass media. Quello che una volta si chiamava consumer ora vuole avere un dialogo con l’azienda dalla quale compra. Vuole dire la sua, nel suggerire nuove idee per i prodotti che ama e vuole essere ascoltato quando qualcosa non funziona.
La community degli acquirenti di un qualsiasi prodotto oggi può ridurre in mutande un brand od un servizio nell’arco di pochi giorni. I consumer oggi hanno una voce e stanno imparando ad usarla.
Le aziende che oggi vogliono fare un marketing efficace devono avvicinarsi a questi nuovi mezzi, quelli che queste community usano per parlarsi e passarsi consigli, ed iniziare a partecipare alla conversazione aperta e multi-canale che ogni azienda deve avere con il suo pubblico.
“Butta giù quella facciata!” è il mantra che propongo a tutte le aziende che usano ancora il marketing in maniera tradizionale:
spontaneità, trasparenza, autenticità, capacità di ascoltare e di ammettere i propri errori pubblicamente, sono le nuove qualità del marketing sociale.
lo so, lo immagino, c’è qualcuno che pensa quanto queste nostre analisi siano solo frutto di una tensione ideale di cambiamento…
Sbaglia.
Non sulla nostra tensione ideale ma sul fatto che proprio il mercato (anche quello più spregiudicato) si sta emancipando dal mero gioco di specchi della pubblicità.